Faith and Mystery

Il Timkat, l’Epifania con cui si celebra il battesimo di Cristo, e il San Giorgio, con cui si celebra il patrono nazionale, sono tra le festività più importanti per la chiesa cristiana ortodossa etiope. In queste giornate nelle città di Axum e Lalibela, situate nella zona del Tigrai (Etiopia settentrionale), migliaia di fedeli ammantati di bianco vegliano tutta la notte i tabot (copie dell’Arca dell’alleanza) pregando silenziosamente a lume di candela. Partecipare a queste liturgie significa immergersi nella fede e nella solennità del cristianesimo nella sua forma più antica, austera e misteriosa.

Non serve essere credenti, basta essere presenti per sentire il tempo congelarsi e respirare il mistero che avvolge questi luoghi millenari e pieni di leggende. In un paese dove la povertà è una piaga sociale e la terra non regala niente, la fede è una roccia salda alla quale tutti si aggrappano con fervore e sono migliaia i credenti che percorrono lunghe distanze per poter partecipare ai riti sacri e ricevere la benedizione dai sacerdoti.

Percorrere in silenzio le strade di Axum e Lalibela in queste giornate, significa poter ascoltare le preghiere sussurate negli angoli bui delle chiese o sotto il velo bianco delle donne, significa poter partecipare ai riti misteriosi di una delle Chiese più antiche al mondo, partecipare alle celebrazioni dei matrimoni e cantare e battere le mani al ritmo dei tamburi, o farsi travolgere dalla gioia dalla folla che si getta nelle acque benedette dai sacerdoti.

La fede cristiana ortodossa etiope, pur essendo particolarmente diffusa in Etiopia, è stata vittima negli ultimi anni di numerosi attentati sia all’estero che in patria. Solo alcuni anni fa, centinaia di ortodossi etiopi sono stati costretti ad abbandonare le loro case nel villaggio di Asendabo, nell’Etiopia centro-occidentale, dopo diversi incendi che hanno colpito circa cinquanta chiese e dozzine di abitazioni private.

Con un punteggio di 65 punti, l'Etiopia si colloca al 17° posto della World Watch List 2014. Nel 2013 era al 15 ° posto con un punteggio di 63 punti, sottolineando come negli anni, la condizione dei cristiani sia peggiorata.

Questo non vale solo per i cristiani convertiti da un background musulmano, sembra infatti, che la pressione sia aumentata anche sui membri delle altre comunità cristiane spesso vittime di soprusi e violenze.

Gli attacchi all’ortodossia etiope non si limitano alle sole violenze di matrice islamica, ma viene anche dall’interno del paese. Alcuni network etiopi di opposizione, con a capo la Ethiopian Heritage Society of North American (EHSNA), stanno infatti denunciando l’attacco che il governo etiope sta conducendo contro alcune aree del paese per la realizzazione di progetti infrastrutturali e imprenditoriali che comporterebbero la distruzione di circa diciotto edifici di culto, tra antichi monasteri e chiese – alcuni dei quali sono già stati inclusi nell’elenco dei World Heritage Sites delle Nazioni Unite.